Il driver principale negli investimenti condotti dalle telco sulle reti 5G è il contenimento dei costi.

Le telco hanno costruito il loro successo sulle reti outdoor, fondamentalmente perché, nei giorni del 2G o del 3G, i telefoni cellulari venivano usati fuori casa. Quando il 4G ha fatto la sua comparsa, le persone hanno iniziato ad utilizzare i cellulari nelle proprie case e in ufficio, al posto della linea fissa, facendo emergere l’inadeguatezza del traffico dati.

I principali operatori mobile network (MNO) si sono dati da fare per trovare delle soluzioni, dal momento che il 5G necessita di un servizio di alta qualità all’interno degli edifici, così come all’esterno.

Per l’implementazione della tecnologia 5G, nella maggior parte dei casi, gli operatori hanno lanciato il “4G plus”, utilizzando il 5G New Radio* sugli stessi siti LTE, ma con antenne MIMO più sofisticate: di fatto, non il vero 5G. Se da un lato questa soluzione ha aumentato la performance delle reti e ne ha potenziato la commercializzazione, dall’altro è chiaro che si tratta di una soluzione temporanea destinata a lasciar spazio alla migrazione 5G.

Altri trend, come la densificazione delle celle e la virtualizzazione, arriveranno più tardi.

A dimostrazione di questa tesi, una società di analisi e ricerche di mercato, Rethink Technology Research, ha individuato tre maggiori trend comuni nelle strategie di investimento delle telco:

  • Sfruttamento degli asset 4G esistenti per lanciare il 5G;
  • Pianificazione di una maggiore condivisione degli asset (siti, fibra e RAN attivo);
  • Nuove stazioni base, in particolare le “mini-macro”, che miglioreranno la copertura urbana e la capacità outdoor.

Il 78% delle telco intervistate** ha dichiarato che punta al riutilizzo degli asset 4G, al lancio delle nuove reti 5G, mentre il 62% lo farà nei prossimi due o tre anni. È previsto un incremento della condivisione di siti e di reti in fibra per il 45% degli intervistati, a fronte di un 67% che lo farà nei prossimi due o tre anni.

Infine, la realizzazione di nuove stazioni base è una priorità immediata soltanto per il 22% degli intervistati, mentre il 58% degli operatori ci penserà nei prossimi due o tre anni.

Oggi, le telco stanno avviando una serie di condivisioni degli asset per contenere i costi e ridurre le spese anche perché l’ARPU medio della banda larga mobile sembra già arrivato al massimo.

Maria Vittoria Seu
MCO
LUBEA s.r.l.


* Il 5G NR è la nuova tecnologia di accesso radio prevista nello standard per le comunicazioni mobili di ultima generazione.
** Su un campione di 78 aziende intervistate in tutto il mondo.