Lo sviluppo delle reti, a livello globale, è oggi affidato a 4 vendor tecnologici leader nel settore delle Telco: le cinesi Huawei e ZTE e le europee Ericsson e Nokia.

Di recente, le due aziende cinesi sono state le principali vittime della “trade war” in atto fra Stati Uniti e Cina: la situazione per ZTE sembra essersi assestata, almeno per il momento; ora, invece, è il turno di Huawei.

Mentre Huawei si trova nel mirino di Washington, i suoi rivali europei non restano a guardare, ma sperano di trarre beneficio dai veti incrociati che Stati Uniti e Cina si stanno scambiando in questi ultimi mesi, dedicandosi, allo stesso tempo, ad intensificare le attività di ricerca e sviluppo al fine di poter aumentare i loro profitti con la proposta sul mercato di apparati e soluzioni sempre più innovative e di interesse.

La prima opportunità che si presenta ai due vendor è evidente: se Huawei viene bandita da alcuni mercati, è in quei mercati che i rivali cercheranno di posizionarsi.

Negli Stati Uniti, infatti, Ericsson e Nokia si sono già aggiudicate i contratti per la fornitura delle infrastrutture 5G con Verizon e AT&T, due tra i principali wireless network operators americani.

Da un’analisi delle relazioni finanziare di Ericsson e Nokia dei primi 6 mesi del 2019, è possibile identificare un sensibile aumento degli investimenti in R&D:

Fonte: telecoms.com

In particolare, sebbene entrambe le aziende, Nokia ed Ericsson, abbiano aumentato gli investimenti in termini di percentuale sul fatturato, un aspetto interessante è costituito dal fatto che Huawei stia in realtà spendendo di più in termini reali (vedi seconda colonna). Ciò non ha, comunque, affatto scoraggiato le due aziende europee; infatti, il CEO di Ericsson, Börje Ekholm, ha dichiarato: “La nostra strategia rimane la stessa”.

Ericsson ha il suo focus principale sulle reti mobili.

Nokia sulle reti mobili, sulle reti fisse e sui pagamenti delle licenze provenienti dal suo passato come produttore leader di telefoni cellulari.

Huawei, invece, ha più carne sul fuoco. Anche l’azienda cinese è impegnata nel deployment di reti mobili e fisse, ma la sua grande forza sono i consumatori di smartphone: il suo bacino di consumatori rappresenta il maggior contribuente ai ricavi totali e questo porta il gigante cinese ad avere dei budget di investimento in R&D notevolmente superiori a quelli dei suoi competitor se rimaniamo su % di investimento tra loro confrontabili. Huawei sta, infatti, investendo le proprie risorse, oltre che sulle reti mobili/fisse, principalmente in ricerca e sviluppo su smartphone, laptop, dispositivi indossabili e sul nuovo sistema operativo HarmonyOS.

Ad oggi il vendor cinese può vantare una posizione predominante sul mercato mobile a livello globale ed è in grado di competere con Ericsson, Nokia e ZTE sulla realizzazione delle infrastrutture di reti 5G e nella proposition dei servizi associati, appunto, al 5G.

Si tratta, però, di una competizione sbilanciata in considerazione di quanto sta accadendo ed Ericsson con Nokia faranno di tutto per trarne vantaggio acquisendo una market share sempre maggiore in questo mercato a livello mondiale.

Analizziamo in questo articolo il posizionamento di Ericsson in Europa e in Italia.

Ericsson e l’Europa.

Già nel 2015 Ericsson aveva annunciato l’espansione del proprio programma di ricerca e sviluppo sul 5G nei mercati europei. Il programma, noto come “5G for Europe“, vedeva importanti attori delle industrie, il settore pubblico e facoltose università europee uniti nella ricerca, innovazione e progetti pilota basati sulle reti 5G, per rafforzare la competitività in Europa, da un lato, e per massimizzare i benefici derivanti dalla tecnologia di nuova generazione a livello sociale, dall’altro.

Servizi di mobilità, trasporti efficienti e veicoli connessi sono tutt’ora le tre principali macroaree di ricerca in cui è impegnata Ericsson.

Oggi, secondo il CEO di Ericsson, Börje Ekholm, sul 5G l’Europa deve necessariamente compiere un balzo in avanti, al più presto. Gli Stati Uniti e la Cina hanno capito da tempo che il 5G è fondamentale perché un continente possa compiere il processo di digitalizzazione, ma l’Europa sembra non essere altrettanto reattiva.

Fonte: agi.com – “È ora che l’Europa acceleri sul 5G”. Il CEO di Ericsson Börje Ekholm alla conferenza Viva Tech di Parigi.

È vero che, come detto, le restrizioni imposte a Huawei dal governo americano aprono diverse opportunità agli altri vendor, ma l’eccesso di test post-sviluppo in Europa non fanno altro che ritardare l’introduzione delle nuove infrastrutture. Da una parte, questi test non sarebbero così utili perché le reti sono in continua trasformazione. Dall’altra, rallentano l’evoluzione delle infrastrutture e delle reti in un momento in cui serve, invece, andar di corsa.

Ericsson è il primo vendor ad aver lanciato il 5G nei 4 continenti. Nel mondo, sono state infatti lanciate oltre 20 reti commerciali 5G ed Ericsson è presente in 15 di queste, in alcune è addirittura unico vendor (fornitore al 100% di tecnologia radio e core).

Italia: lo stato dell’arte.

L’Italia gioca un ruolo di primo piano per Ericsson avendo tre importanti centri di ricerca: Genova, Pagani e Pisa. Il sito R&D Ericsson di Pagani, in provincia di Salerno, è attivo da 29 anni e occupa circa 260 ricercatori: l’hub Pagani ha conquistato nel tempo un ruolo di primo piano su scala internazionale sulle tecnologie di archiviazione dei dati, sistemi di commutazione, sicurezza delle reti e tecnologie cloud e di virtualizzazione.

Proprio nei primi giorni del mese scorso, Ericsson ha accolto nel proprio centro di R&D una delegazione di parlamentari per presentare le attività in corso e i programmi di collaborazione con gli atenei di Napoli e Salerno assieme alle startup e le realtà industriali del territorio. Tutto questo anche grazie all’Innovation Garage, istituzione per l’incubazione di idee e progetti innovativi.

Source: ericsson.com

Emanuele Iannetti, amministratore delegato di Ericsson in Italia, ha affermato quanto sia importante per l’azienda poter essere in prima linea nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia, come il 5G, per supportare il Paese nel processo di digitalizzazione.

Ericsson possiede ben 23 centri di R&D in Europa, di cui tre sono proprio nel nostro Paese: ha ben 41 anni di attività di Ricerca & Sviluppo svolta all’interno dei tre centri di eccellenza mondiale di Genova, Pisa e Pagani. In Italia, dove è presente dal 1918, Ericsson conta circa 3.000 professionisti che lavorano per fornire tecnologie e servizi ai principali operatori di telecomunicazioni.

Dal 2000, i ricercatori italiani hanno ottenuto oltre 600 brevetti per l’azienda.

Ericsson ha una importante presenza nel nostro paese e fornisce il proprio contributo a tutti gli operatori di telefonia mobile sostenendoli nella costruzione delle nuove reti 5G. Pensiamo, ad esempio, a Vodafone e TIM, che hanno lanciato le prime offerte commerciali 5G grazie alle infrastrutture realizzate da Ericsson.

Giuseppe Mura – CEO
Maria Vittoria Seu – MCO
LUBEA s.r.l.