12 giugno 2019 – Nella giornata odierna, si è tenuta la nona edizione di Telco per l’Italia, il summit organizzato da Digital 360, realtà che gestisce un grande network di testate online italiane, dedicate a tutto ciò che è legato all’Innovazione Digitale.

Il convegno è un’occasione per mettere a confronto i più importanti players del settore con il mondo politico, istituzionale e imprenditoriale su tematiche quali il ruolo delle infrastrutture e dei servizi Telco per il Paese.

Per aprire le danze agli interventi di oggi, il CEO di Digital 360, Andrea Rangone, ha introdotto i dati del mercato delle Telecomunicazioni in Italia fino al 2018. Il settore Telco vive un momento critico: l’anno 2018 registra un segno meno nei ricavi, i quali sono scesi complessivamente del 27% circa in 9 anni (vedi fig.).

Il motivo principale per cui si è verificato un calo simile è il fatto che i prezzi del settore si sono contratti del 24,8% negli ultimi 10 anni; per contro, i prezzi di altre utilities quali acqua, luce, gas e trasporti sono aumentati.

In un contesto nuovo come quello della rete 5G, il quale ha comportato un investimento in Italia di 6,5 miliardi di euro per l’acquisto delle frequenze, il risultato è un cash flow negativo in un settore molto strategico per lo sviluppo digitale italiano.

In una situazione simile, occorre una presa di coscienza da parte della politica e delle autorità per dare supporto al settore delle Telecomunicazioni in un momento di fondamentale importanza, come l’avvento della tecnologia 5G, eliminando tutti quegli ostacoli normativi allo sviluppo della ultra-broadband e delle reti di quinta generazione.

Alla prima tavola rotonda, si sono riuniti importanti players del settore, quali Open Fiber, Fastweb, Wind Tre, Tim, Retelit ed Eolo, per discutere di reti e 5G in funzione della domanda e delle competenze: questi i fattori che possono risollevare le sorti delle Telco al fine di creare un’economia digitale italiana.

Nel corso della seconda tavola rotonda, sono stati trattati gli elementi che hanno frenato e ostacolato lo sviluppo di questi ultimi anni. Tra le criticità riscontrate, è sicuramente emblematico e degno di nota il caso di Huawei e ZTE, che hanno subito un ban tecnologico di proporzioni globali. Sebbene, in Italia, questo non abbia avuto un impatto rilevante, rappresenta tuttavia motivo di costante preoccupazione per entrambi i vendor cinesi, attualmente tra i principali fornitori di infrastrutture di rete del Paese.

In conclusione, al fine di rivoluzionare la user experience dei consumatori e di rispondere alla sfida rappresentata dalla concorrenza tra i Sistemi Paese, si è ritenuta fondamentale la creazione di un sistema affidabile e compatto, in Italia e in Europa, all’interno del quale lo sviluppo delle infrastrutture di nuova generazione giocherà un ruolo indispensabile.

 

LUBEA News Online

Data: 12/06/2019

Scritto da: Maria Vittoria Seu – Marketing & Communication Officer